Violazione obblighi assistenza familiare assegno autoridotto

Violazione obblighi assistenza familiare assegno autoridotto

Violazione obblighi assistenza familiare quando è reato

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Il reato di violazione degli obblighi di assistenza familiare sussiste anche in caso di versamento parziale del mantenimento ai figli minori.

Così statuisce la Corte di Cassazione, Sezione VI, con la Sentenza numero 10618 depositata il 13 marzo 2024. 

Violazione obblighi di assistenza familiare: il reato

Il reato consistente nella violazione degli obblighi di assistenza familiare è disciplinato dall’art. 570 bis c.p. e ha riguardo al pagamento di qualsivoglia assegno dovuto in caso di scioglimento, di cessazione degli effetti civili o di nullità del matrimonio, ovvero disposto all’internodi un procedimento di affidamento condiviso dei figli. 

In particolare, il resto della norma recita: “Le pene previste dall’articolo 570 cp si applicano al coniuge che si sottrae all’obbligo di corresponsione di ogni tipologia di assegno dovuto in caso di scioglimento, di cessazione degli effetti civili o di nullità del matrimonio ovvero vìola gli obblighi di natura economica in materia di separazione dei coniugi e di affidamento condiviso dei figli“. 

La pena prevista è quella individuata nell’art. 570 c.p., norma dedicata a preservare più in generale l’interesse dei minori ad avere mezzi di sussistenza, ove la mancanza di questi determini uno stato di bisogno.

Pertanto la sanzione  prevista dal suddetto articolo è quella della reclusione fino a un anno o la multa da centotre euro a milletrentadue euro

Quando l’obbligo di assistenza si intende violato

La condotta punita dall’art 570 bis c.p. è integrata solo ove vi sia un inadempimento degli obblighi previsti in sede civile serio e protratto nel tempo, così da incidere in modo apprezzabile sulla entità dei mezzi economici da somministrare al beneficiario. Non rileva dunque un non apprezzabile inadempimento.

Quando nonostante il mancato pagamento l’obbligo di assistenza non si intende violato

L’impossibilità assoluta dell’onerato di adempiere l’obbligo di assistenza familiare di cui all’articolo 570 bis c.p. è motivo di esclusione del dolo, ossia dell’elemento soggettivo posto alla base dell’imputabilità del fatto previsto dalla norma come reato. 

Evidente dunque che non sia necessario ricorra uno stato di totale indigenza, dovendosi valutare la situazione concreta all’interno di un bilanciamento tra interessi in gioco: da un lato, quelli dell’onerato; dall’altro lato, quelli del beneficiario della misura. 

Tale bilanciamento deve comunque tener conto della posizione di prevalenza ricoperta dall’interesse dei minori e comunque dei beneficiari della tutela, normativamente prevista, ma non al costo di ridurre l’onerato in condizioni di non dignitosa sopravvivenza (Cass. pen. VI sez. n. 32576/22). 

Cosa accade in caso di omesso parziale versamento del mantenimento

Come visto si ha violazione degli obblighi familiari, intesi quali obblighi di mantenimento della prole nel rispetto delle statuizioni del giudice civile al riguardo, quando questa non sia trascurabile. 

Cosa accade allora quando la violazione riguarda solo parte della prestazione oggetto dell’obbligazione di mantenimento?

Fornisce la risposta la Corte di Cassazione con la Sentenza n. 10618/2024. 

La Suprema Corte evidenzia che il reato di cui all’art. 570 bis c.p. è integrato non dalla mancata prestazione dei mezzi di sussistenza, ma dal semplice mancato adempimento delle statuizioni assunte in sede civile

Così, l’inadempimento di rilevanza civilistica assume di per sé valenza in ambito penale quale presupposto oggettivo del reato. 

Non è dunque consentito al soggetto onerato del versamento del mantenimento operare una autoriduzione dell’importo, a prescindere dalle conseguenze più o meno gravi che ciò possa comportare, ossia a prescindere che quale conseguenza si abbia o meno la mancanza dei mezzi di sussistenza in capo al destinatario della tutela. 

La Corte aggiunge anche che l’impossibilità economica, intesa quale “giustificazione” della mancata assistenza familiare, non ricorra in favore dell’obbligato se non presenta le caratteristiche di assolutezza, di persistenza, di oggettiva ed incolpevole indisponibilità di introiti.  

Il consiglio dell’Avvocato

E’ sempre consigliato rivolgersi ad un avvocato, magari il civilista che ha seguito o che segue il procedimento di separazione o di divorzio, prima di sporgere querela dei confronti della parte inadempiente.

Certamente, la valutazione congiunta di un avvocato civilista e penalista è la soluzione consigliata e che lo Studio Legale Cermaria compie in casi come quello in esame, al fine di fornire all’Assistito una consulenza completa. 

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