Ritiro patente per guida in stato di ebbrezza: cosa fare 

Ritiro patente per guida in stato di ebbrezza: cosa fare 

Ritiro patente per guida in stato di ebbrezza cosa accade

Indice

Tempo di lettura: 7 minuti

Ritiro patente per guida in stato di ebbrezza

La legge pone il divieto di porsi alla guida di un veicolo quando si è in stato di ebbrezza, ossia sotto effetto di alcol. 

Una persona si intende in stato di ebbrezza quando il test su questa effettuato abbia individuato valori superiori al tasso minimo di alcolemia pari a 0,5 g/l. 

In particolare, sono gli artt. 186 e 186 bis Codice della Strada a dettare la disciplina in tale materia, individuando le diverse conseguenze successive al ritiro patente per alcol effettuato dall’Agente accertatore. 

Le conseguenze previste dalla legge possono essere diverse, in base al livello di alcolemia rinvenuto, se prossimo al minimo o più alto. 

Le conseguenze previste dalla legge

L’art. 186 co. 2, lett. a C.d.S. prevede: 

a) la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da € 543 a € 2.170, qualora sia stato accertato un valore corrispondente ad un tasso alcolemico superiore a 0,5 e non superiore a 0,8 grammi per litro (g/l).

All’accertamento della violazione consegue la sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente di guida da tre a sei mesi. 

b) In caso di valori superiori alla forbice sopra indicata e compresi tra un tasso alcolemico superiore a 0,8 e non superiore a 1,5 grammi per litro (g/l), l’applicazione della sanzione dell’ammenda da euro 800 a euro 3.200 e l’arresto fino a sei mesi

In ogni caso, la sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente di guida da sei mesi ad un anno. 

c) Qualora sia stato accertato un valore corrispondente ad un tasso alcolemico superiore a 1,5 grammi per litro (g/l), la norma prevede l’applicazione dell’ammenda da euro 1.500 a euro 6.000, l’arresto da sei mesi ad un anno

In ogni caso, la sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente di guida da uno a due anni. 

I casi di aggravamento della sanzione

Se il veicolo con cui si è compiuta la violazione appartiene a terzi, la durata della sospensione patente alcol raddoppia. 

Se la violazione realizza una recidiva, da considerarsi all’interno del limite temporale di due anni, è prevista la revoca della patente di guida. 

Il comma 2 bis della medesima norma prevede il caso del conducente che guidando in stato di ebbrezza provoca un incidente stradale. La sanzione disposta, per tale casistica, è pari al doppia di quelle sopra indicate ed enucleate altresì dall’art. 186 bis co. 3 C.d.S.

Se il conducente che causa un indicente ha un tasso alcolemico superiore a 1,5 grammi per litro (g/l), la patente di guida è sempre revocata, con fermo amministrativo dell’auto.

Rifiuto alcoltest: cos’è l’alcoltest

Tra le domande più frequenti che ci vengono poste, vi è quella relativa alle conseguenze derivanti dal rifiuto di sottoporsi ad alcoltest. 

Innanzi tutto, è bene sapere in cosa consiste l’alcoltest.

Si tratta di un accertamento alcolimetrico eseguito mediante l’uso di un etilometro, strumento che misura la quantità di alcool contenuta nell’aria espirata.

Infatti, gli Agenti accertatori chiederanno al soggetto sottoposto ad accertamento di espirare all’interno dello strumento sopra descritto, proprio perché quest’ultimo possa effettuarne la misurazione.

L’esame deve essere ripetuto per due volte, a distanza di cinque minuti l’una dall’altra.

Rifiuto alcoltest conseguenze

Il rifiuto di sottoporsi all’alcoltest rappresenta una condotta penalmente rilevante.

In altre parole, il rifiuto è un reato punito con l’applicazione delle stesse pene previste per chi guida in stato di ebbrezza, con tasso alcolemico superiore a 1,5 g/l, oltre che con la perdita di 10 punti della patente di guida. 

Tasso alcolemico alto e contestazione della violazione codice della strada

Ritiro patente stato di ebbrezza cosa fare

Il ritiro della patente per stato di ebbrezza è un atto che viene effettuato dall’Agente accertatore al momento in cui rileva un tasso alcolemico superiore al valore di 0,5 g/l, in applicazione dell’art. 186 C.d.S. 

Successivamente la patente verrà inviata al Prefetto che disporrà, in via cautelare, la sospensione patente per alcol e l’obbligo per il conducente di sottoporsi a visita medico legale presso la Commissione competente territorialmente. 

Sospensione patente per guida in stato di ebbrezza

Come anticipato, la guida in stato di ebbrezza è condotta punita dal legislatore attraverso l’applicazione di differenti misure, tra le quali la sospensione della patente di guida e la revoca della patente. 

La sospensione della patente è atto successivo al ritiro del documento di guida effettuato dall’Agente accertatore nel momento in cui l’esito dell’alcoltest dia esito positivo. 

Ciò avviene a tutela della pubblica incolumità, su provvedimento del Prefetto del luogo ove la violazione si è realizzata. 

Tale provvedimento è notificato al contravventore, il quale potrà decidere di impugnarlo dinanzi al Giudice di Pace entro il termine di 30 giorni dalla notifica

Il provvedimento di sospensione pronunciato dal Prefetto ha valore cautelare, ossia sospende il conducente dalla guida per il tempo necessario a svolgere, da un lato, la visita medica destinata a verificare il ripristino della idoneità alla guida medesima; dall’altro, lato a garantire la pubblica incolumità secondo un giudizio discrezionale di durata del recupero. 

La sospensione della patente disposta dal Prefetto, come detto, ha natura cautelare e pertanto se collegata alla commissione del reato di guida in stato di ebbrezza (art. 186 C.d.S.), la durata prevista verrà poi scorporata, ovvero sottratta, in quanto “presofferto” dalla pena poi decisa in sede penale, secondo i limiti posti dall’art. 186 C.d.S.

La sospensione della patente disposta in sede penale, a seguito dell’accertamento della (penale) responsabilità per guida in stato di ebbrezza, ha valore definitivo

Revoca patente guida in stato di ebbrezza

Revoca patente per guida in stato di ebbrezza quale conseguenza della condanna penale.

Quando ricorre tale ipotesi: 

  • quando è rilevato un tasso alcolemico superiore a 1,5 g/l e si tratti di una condotta espressione di una recidiva nel biennio;
  • in caso di causazione di un incidente stradale da parte del conducente riscontrato alla guida in stato di abbrezza con, in particolare, un tasso alcolemico superiore a 1,5 grammi per litro;
  • nel caso in cui il conducente in stato di ebbrezza rifiuti di sottoporsi agli accertamenti degli Agenti, se lo stesso è stato già condannato nei due anni precedenti per il medesimo reato.

Per avere la restituzione della patente di guida, bisognerà attendere un periodo di tempo di almeno tre anni dalla data di accertamento del reato (art. 219, co. 3 ter, C.d.S.).

Tale termine di durata, aumenta sensibilmente in casi particolari.

Nell’ipotesi di revoca patente per alcol, quale misura applicata per l’avere il conducente causato un incidente stradale, se da tale sinistro sono conseguite lesioni colpose gravi, ex art. 590 bis c.p., l’interessato può conseguire una nuova patente dopo almeno cinque anni dalla revoca, salva la determinazione di un termine maggiore.

Se la revoca è conseguita da un incidente stradale procurante lesioni mortali, ex art. 589 bis, c.p., l’interessato può conseguire una nuova patente dopo almeno dieci anni dalla revoca, salva la determinazione di un termine maggiore. 

Restituzione patente: cosa fare

Restituzione patente dopo sospensione.

Una volta ricevuta la notifica dell’Ordinanza di sospensione della patente di guida, l’Avvocato può intervenire sia per valutare la correttezza formale del provvedimento prefettizio che la congruità dello stesso al caso concreto. 

E’ possibile, infatti, a certe condizioni, rivolgersi all’Autorità giudiziaria, in particolare al Giudice di Pace, per fare richiesta ed eventualmente ottenere la sospensione dell’Ordinanza prefettizia, ossia la sospensione del provvedimento che dispone la sospensione della patente di guida, ovvero il suo annullamento. 

In primo luogo, può essere utile sapere che il Prefetto deve emettere l’Ordinanza entro un lasso di tempo ragionevole, proprio per la funzione cautelare del provvedimento in discorso.

La Cassazione attraverso diverse pronunce, anche a Sezioni Unite, ha determinato quale termine massimo per l’emissione dell’Ordinanza di sospensione della patente quello di 90 giorni pena l’illegittimità della sospensione medesima (Cassazione, Sezioni Unite Civili, sentenza n. 13226 del 6 giugno 2007; Cassazione, sentenza n. 19955 del 26 settembre 2007).

Il ricorso al Giudice di Pace deve essere effettuato entro 30 giorni dalla notifica dell’Ordinanza prefettizia. 

Le ragioni di impugnazione dell’Ordinanza di sospensione della patente

Le ragioni che possono essere utilizzate dall’avvocato a supporto di tale domanda di sospensione e/o annullamento possono essere molteplici e vanno individuate caso per caso, tenuto conto della gravità della violazione commessa e della decisione assunta dal Prefetto. 

La possibilità di ottenere la sospensione dell’efficacia del provvedimento prefettizio, ovvero il suo annullamento, è possibile non solo nei casi di violazione rientrante nella soglia avente rilevanza meramente amministrativa, bensì anche in quelli aventi rilevanza penale.  

Se si è dunque interessati a valutazioni circa la fattibilità di ottenere la sospensione e/o l’annullamento dell’Ordinanza di sospensione della patente è sempre bene rivolgersi ad un avvocato esperto in ritiro della patente per alcol. 

In alcuni casi, è bene coordinare l’impugnativa dell’Ordinanza con l’attività svolta in ambito penale nel procedimento afferente alla contestazione del reato ex art. 186 C.d.S. 

Occorre tener conto delle prospettive circa gli esiti del procedimento penale, tra cui, ad esempio, la ragionevole possibilità di essere assolti, infatti in tale caso la sospensione cautelare della patente risulterebbe evidentemente una misura ingiustamente afflittiva e non cautelare.

Particolare importanza riveste anche la valutazione del rischio che il soggetto trovato sotto effetto di alcool, attraverso l’applicazione della misura cautelare adottata dal Prefetto, ossia quella di sospensione della patente, sconti una misura addirittura superiore a quella che il Giudice penale potrebbe determinare in via definitiva.

Tenuto conto, infatti, della possibilità di svolgere i lavori di pubblica utilità che hanno quale conseguenza quella di dimezzare il periodo di sospensione della patente imposto in via definitiva all’esito del procedimento penale, la misura cautelare non deve risultare maggiormente afflittiva di quest’ultima.

Lavori di pubblica utilità: come incidono sulla sospensione della patente per guida in stato di ebbrezza

Sospensione patente alcool e lavori di pubblica utilità

I due temi sono strettamente connessi, infatti, come visto, la guida in stato di ebbrezza oltre a poter costituire una violazione con conseguenze meramente amministrative, in realtà in taluni casi costituisce una condotta penalmente rilevante.

In caso di contestazione del reato ex art. 186 C.d.S. si può chiedere al Giudice penale di sostituire la pena con lo svolgimento dei lavori di pubblica utilità. 

Lo svolgimento di lavori di pubblica utilità, ove abbia dato esito positivo, attribuisce all’imputato cui è stata contestata la guida in stato di ebbrezza una serie di benefici

L’imputato infatti potrà godere del dimezzamento del periodo di durata della pena della sospensione della patente; dell’esenzione dalla confisca del mezzo; l’estinzione del reato.

Patente revocata per alcool e lavori di pubblica utilità

Ma cosa accade alla misura della revoca della patente se si svolgono i lavori di pubblica utilità?

La domanda è frequente, posto che in tal caso non ci sarà la possibilità di dimezzare la durata della pena come avviene per la sospensione. 

La legge nulla prevede, pertanto, è intervenuta la Corte di Cassazione con la pronuncia della Sentenza n. 56962 del 12 dicembre 2018. 

Secondo la Cassazione deve applicarsi l’art. 224 C.d.S., che stabilisce la competenza del Prefetto, escludendo quella dei giudici, in merito alla revoca della patente.

Ciò posto, una volta che il Giudice penale abbia preso atto dell’esito dello svolgimento dei lavori di pubblica utilità, se ritiene che questo sia positivo dichiara l’estinzione del reato e dispone la trasmissione degli atti al Prefetto.

Spetta quindi poi al Prefetto applicare, eventualmente, visto il fascicolo, la revoca della patente.

Se l’esito dello svolgimento dei lavori di pubblica utilità è negativo il giudice penale revoca la pena sostitutiva del lavoro di pubblica utilità, con ripristino della pena principale ed anche della sanzione accessoria della revoca della patente, che, a questo punto, consegue ex lege

Nella Sentenza, la Cassazione aggiunge un passaggio fondamentale, ossia che in pendenza dello svolgimento dei lavori di pubblica utilità, la sanzione accessoria della revoca della patente debba ritenersi sospesa “trattandosi di sanzione in ordine alla quale il giudice stesso potrebbe, per cosi dire, “perdere” il potere di provvedere sulla stessa in via definitiva, nel caso di positivo svolgimento dei lavori di pubblica utilità, avuto riguardo all’estinzione del reato ed alla conseguente devoluzione al prefetto della competenza a provvedere sulla ripetuta sanzione accessoria“.

Come l’Avvocato può essere d’aiuto

Lo Studio Legale Cermaria opera, sia a Roma che a Milano, attraverso un team di avvocati civilisti e penalisti esperti, nell’ambito delle impugnative delle Ordinanze prefettizie, occupandosi di casistiche anche molto differenti tra loro.

Al contempo, lo Studio si occupa di rappresentare gli Assistiti anche in ambito penale, ove sia stata promosso un procedimento per il reato di guida in stato di ebbrezza

condividi l'articolo

Potrebbe esserti utile anche

error: Il contenuto è protetto da copyright!!